

In questa sezione sono riportate le domande che più frequentemente pongono i malati di mastocitosi non appena apprendono la diagnosi della loro malattia. Questo elenco non è sicuramente completo: per ogni altra informazione potete contattarci direttamente al numero 334.9658214 oppure scrivendoci
Un aspetto importante della mastocitosi è la diversità e l'aspecificità delle
manifestazioni cliniche. Nella mastocitosi cutanea le lesioni più tipiche
sono delle macchioline brunastre del diametro variabile da pochi millimetri
a qualche centimetro (orticaria pigmentosa). In altri casi possono essere
presenti un'orticaria classica (con ponfi) oppure lesioni vescicolose, bollose
o noduli. Nella mastocitosi sistemica, gran parte dei sintomi è correlata
alla secrezione di alcuni mediatori prodotti dai mastociti (istamina, leucotrieni,
prostaglandine, etc.). I principali sintomi comprendono vampate di calore
o rossore del volto, prurito, orticaria, cefalea, stanchezza, abbassamenti
della pressione del sangue, nausea, diarrea e dolori addominali, dolori ossei,
reazioni anafilattiche ripetute. Questi sintomi possono essere presenti in
ogni tipo di mastocitosi ed in ogni momento durante il corso della patologia.
In alcuni pazienti i sintomi sono molto modesti, mentre in altri sono particolarmente
severi. La mastocitosi cutanea si manifesta prevalentemente nella prima infanzia;
la mastocitosi sistemica, invece, è più frequente nell'età adulta e le lesioni
cutanee possono essere anche del tutto assenti.
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Il sospetto diagnostico di una mastocitosi può essere già posto dal Medico
curante. In molti casi, però, la possibilità di una mastocitosi viene posta
da un Dermatologo, un Allergologo, un Ematologo od un Pediatra. In Italia
esistono diversi Centri di riferimento per questa malattia. La lista completa
dei Centri di Riferimento e del personale referente è riportata in questo
stesso sito.
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La diagnosi di mastocitosi è basata sull'esame istologico degli organi interessati
(ad esempio, la cute). In ogni caso, il medico provvede inizialmente ad una
visita accurata che comprende l'esame completo della pelle. Ulteriori informazioni
possono essere fornite da esami di laboratorio. In particolare, può essere
effettuato il dosaggio della triptasi nel sangue. La triptasi è un enzima
prodotto pressoché esclusivamente dai mastociti. Nel caso in cui i livelli
di triptasi nel sangue siano elevati può essere sospettata una mastocitosi
sistemica (sebbene alti livelli di triptasi possano essere associati a condizioni
diverse da questa malattia), mentre nella mastocitosi cutanea i livelli di
triptasi sono solitamente nella norma. Una biopsia cutanea è consigliata in
tutti i casi di sospetta mastocitosi cutanea. In caso di sospetto di mastocitosi
sistemica può essere richiesta una biopsia del midollo osseo.
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È una malattia rara. Si calcola che in Italia ci siano circa 1000 pazienti
affetti da mastocitosi cutanea o sistemica.
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La mastocitosi è una malattia legata ad una mutazione del recettore (c-kit)
per lo Stem Cell Factor (SCF), espresso unicamente sui mastociti. Non essendo
in genere una mutazione presente nelle cellule germinali (ovociti o spermatozoi),
non si trasmette ai figli. Pertanto, nella maggioranza dei casi, nessun altro
membro della famiglia è affetto o svilupperà la mastocitosi durante la vita.
Esistono, tuttavia, casi estremamente rari di mastocitosi familiare con una
frequenza inferiore a 1:1000 tra tutti i pazienti con mastocitosi. La mastocitosi
non è una malattia contagiosa.
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L'evoluzione della mastocitosi è variabile e dipende dal tipo di malattia,
dagli organi coinvolti (solo cute o anche altri organi), da altre malattie
concomitanti (ad esempio, altre malattie del sangue) e dalla risposta alla
terapia. La maggior parte dei pazienti ha una aspettativa di vita pari alla
popolazione generale. La mastocitosi cutanea ha solitamente un decorso clinico
benigno e, nei bambini, è spesso auto-limitante e regredisce spontaneamente
durante la pubertà. La mastocitosi sistemica, invece, ha un decorso differente
a seconda del tipo, variando da forme indolenti a forme con impegno più severo.
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La mastocitosi è una malattia che in molti casi (forme cutanee dell'età infantile)
guarisce spontaneamente. Nelle forme più lievi è sufficiente, spesso, evitare
gli eventi scatenanti (v. oltre) per non avere alcun disturbo. Quando alcuni
sintomi (prurito, orticaria, stanchezza, cefalea o diarrea) sono più frequenti
esistono diversi farmaci che possono controllarli, bloccando i principali
mediatori prodotti dai mastociti (istamina, leucotrieni, etc.). I farmaci
anti-mediatori più comunemente utilizzati sono gli antagonisti dei recettori
H1 (antistaminici) ed H2 dell'istamina, i cortisonici ed i cosiddetti stabilizzanti
di membrana (tra cui il sodio cromoglicato ed il ketotifene). Per le forme
più severe di mastocitosi sono disponibili anche farmaci citostatici, che
vengono utilizzati per contrastare la crescita dei mastociti. Questi non sono
di solito utilizzati nella mastocitosi cutanea e nella mastocitosi sistemica
a bassa attività (indolente).
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Nella mastocitosi cutanea l'accumulo di mastociti è limitato alla pelle.
È frequente nell'età infantile e la prognosi è solitamente benigna. La mastocitosi
cutanea può manifestarsi in diverse forme: 1) orticaria pigmentosa (UP) o
mastocitosi cutanea maculo-papulare; 2) mastocitosi cutanea diffusa (DCM);
3) mastocitoma cutaneo.
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Nella mastocitosi sistemica l'accumulo di mastociti non è limitato alla pelle,
ma coinvolge altri organi (il midollo osseo, il fegato, la milza, i linfonodi,
l'intestino, etc.). Sono stati descritti diversi tipi di mastocitosi sistemica
con vari livelli di gravità: le più frequenti, ed, in genere meno severe,
sono la mastocitosi sistemica indolente e la mastocitosi sistemica intermedia;
le più rare sono la mastocitosi sistemica aggressiva (ASM), la mastocitosi
sistemica associata ad altra malattia del sangue, la leucemia mastocitaria
(MCL), il sarcoma mastocitario ed il mastocitoma extracutaneo.
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L'evoluzione della mastocitosi cutanea è differente a seconda se questa si
manifesta nell'età infantile o nell'età adulta. Nei bambini di solito la mastocitosi
cutanea è auto-limitante e tende a scomparire spontaneamente entro la pubertà;
raramente una mastocitosi cutanea manifestatasi nell'infanzia persiste nell'adulto.
Quando la mastocitosi cutanea inizia in età adulta la possibilità che possa
diventare sistemica è, invece, più elevata.
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In un paziente adulto con mastocitosi cutanea la comparsa e la persistenza
di stanchezza insolita, di dolori alla schiena od alle gambe, di bruciore
o dolore allo stomaco, di difficoltà digestiva devono far pensare ad una evoluzione
in mastocitosi sistemica. Alcune analisi di laboratorio (emocromo, tempi di
coagulazione dosaggio delle transaminasi) possono essere utili per confermare
un interessamento sistemico. In ogni caso, un aumento dei livelli di triptasi
nel sangue è fortemente indicativo del passaggio da una forma cutanea ad una
forma sistemica.
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Il dosaggio della triptasi va effettuato periodicamente in base alle condizioni
cliniche ed ai risultati delle indagini di laboratorio e strumentali. In generale,
è utile controllare i valori di triptasi circa ogni 6 mesi.
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Nelle forme cutanee e sistemiche dell'età adulta, una completa valutazione
del midollo osseo è sempre raccomandata. Nei bambini con mastocitosi cutanea
la biopsia del midollo non è solitamente richiesta. Questa, tuttavia, diventa
necessaria in presenza di elevati livelli di triptasi nel sangue o quando
vi sono segni/sintomi di interessamento d'organo (vedi anche risposta a Come ci si accorge che una mastocitosi cutanea
sta diventando sistemica?).
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In generale non è necessario, considerata la rarità delle forme familiari.
È consigliabile, tuttavia, estendere l'approfondimento diagnostico ai familiari
che presentino una sintomatologia clinica (vedi anche risposta a Come ci si accorge che una mastocitosi cutanea
sta diventando sistemica?), effettuando prima di tutto il dosaggio della
triptasi nel sangue.
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Alcuni pazienti con mastocitosi sistemica possono avere reazioni anafilattiche
(abbassamenti improvvisi di pressione, disturbi respiratori, dolori addominali,
sincopi vere e proprie). L'adrenalina è un farmaco salvavita in caso di reazione
anafilattica. È indispensabile che tutti i pazienti con mastocitosi portino
sempre con sé l'adrenalina auto-iniettabile da utilizzare nel trattamento
di emergenza prima di recarsi, in ogni caso, al Pronto Soccorso. È quindi
fondamentale che i pazienti ed i parenti dei pazienti con mastocitosi siano
informati sull'uso dell'adrenalina auto-iniettabile e la abbiano sempre a
disposizione. L'adrenalina auto-iniettabile è concessa gratuitamente dal Servizio
Sanitario Nazionale previa prescrizione da parte di un Centro Prescrittore
di Riferimento.
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I fattori scatenanti crisi di vampate di calore e rossore del volto, prurito,
orticaria o anche reazioni anafilattiche possono includere alcuni alimenti,
farmaci, punture d'insetti, stress meccanici, fisici, termici ed emozionali.
Una volta che il paziente abbia identificato gli specifici fattori scatenanti
che possono causare l'attivazione dei mastociti, l'allontanamento di tali
fattori diventa parte integrante della terapia. Esiste una notevole variabilità
di risposta ai diversi stimoli (ciò che può provocare una reazione in una
persona, può essere innocuo per un'altra), per cui è molto importante che
ogni singolo paziente identifichi tutti i potenziali fattori scatenanti, al
fine di poterli evitare. I fattori più frequentemente coinvolti sono:
-stimolazioni fisiche: strofinamenti e compressioni della cute, esercizio
fisico, stress emozionali ed eccessivi sbalzi di temperatura (caldo-freddo);
- alcool (vino, birra);
- alcuni alimenti: cioccolato, crauti, crostacei, fegato di maiale, formaggi
fermentati, pepe, peperoncino, salsicce secche, pesce conservato (acciughe,
sgombro, tonno, uova di pesce affumicate), alcune specie di pesce fresco (acciughe,
salmone, sardine, tonno), alcuni tipi di frutta (arachidi, arance, banane,
fragole, nocciole, noci, pesche), cibi speziati ed alcuni additivi e conservanti
alimentari;
- alcuni tipi di farmaci: i) antinfiammatori non steroidei, in particolare
acido acetilsalicilico (in caso di necessità è preferibile assumere nimesulide);
ii) alcuni anestetici, narcotici e miorilassanti (ad esempio, codeina, etomidato,
lidocaina, il conservante metilparaben, metocurarina, morfina, pancuronio,
procaina, succinilcolina, tetracaina, tiopentale, d-tubocurarina); altri farmaci,
come ACTH, amfotericina B, derivati del chinino, pilocarpina e reserpina.
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È opportuno che un paziente con mastocitosi (cutanea o sistemica), qualora
avverta improvvisamente sintomi quali prurito forte e persistente, difficoltà
respiratorie severe, profonda astenia o comunque disturbi diversi da quelli
soliti, raggiunga una Unità di Pronto Soccorso. In ogni caso, se i sintomi
persistono ed è disponibile l'adrenalina auto-iniettabile è opportuno effettuare
l'autosomministrazione (vedi anche risposta a Si dice spesso che un paziente con mastocitosi
deve avere sempre con sé l’adrenalina autoiniettabile. È vero?).
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Vedi risposta a Quali possono essere i fattori
scatenanti una "crisi"?
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Vedi risposta a Quali possono essere i fattori
scatenanti una "crisi"?
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Sì. Non ci sono controindicazioni all'utilizzo di anticoncezionali orali
nelle pazienti con mastocitosi.
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No. La gravidanza non costituisce un rischio né per la madre né per il bambino.
In caso di parto cesareo è opportuno seguire le norme pre-operatorie (vedi
anche risposta a Quali possono essere i fattori
scatenanti una "crisi"? e risposta a Un paziente con mastocitosi può essere sottoposto
ad interventi chirurgici e/o ad anestesia?).
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Alcuni pazienti con mastocitosi cutanea o sistemica possono avere reazioni
locali o sistemiche più gravi degli altri individui dopo puntura di api, calabroni
o vespe (imenotteri). Questo problema non esiste, invece, per le punture di
zanzara. Per evitare le punture di api, calabroni o vespe si possono adottare
alcuni accorgimenti:
- se un imenottero ronza attorno, non cercare di scacciarlo, ma restare fermi
e calmi, evitando i movimenti bruschi;
- quando si sta all'aperto evitare i fattori che attirano gli imenotteri:
non indossare abiti con colori sgargianti, non lasciare alimenti scoperti,
mantenersi a distanza da frutteti, vigne e bancarelle di frutta, non usare
profumi, lacca o essenze odorose;
- quando si sta all'aperto in luoghi ed in periodi a rischio indossare maglie
a maniche lunghe e pantaloni lunghi, guanti e casco in moto, non camminare
scalzi;
- evitare i lavori in giardino o campagna. Eventualmente, indossare sempre
i guanti da lavoro;
- conservare con cura e ben chiusi i rifiuti domestici e provvedere con attenzione
al loro smaltimento, evitare di sostare nelle vicinanze delle aree adibite
alla loro raccolta;
- applicare le zanzariere alle finestre di casa;
- identificare e far eliminare, da personale specializzato, eventuali nidi
di imenotteri nei pressi della propria casa;
- non spostare tronchi caduti e ceppi, su cui le vespe possono aver nidificato;
- accertarsi di avere sempre con sé i farmaci di emergenza (adrenalina auto-iniettabile),
controllandone la data di scadenza.
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Sì. È necessario, tuttavia, seguire alcuni accorgimenti prima di un intervento
chirurgico. In particolare, è opportuno informare l'anestesista della mastocitosi
ed attuare un protocollo di prevenzione delle reazioni avverse ad anestetici
e miorilassanti (vedi anche risposta a Quali possono essere i fattori scatenanti
una "crisi"?).
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Sì. In generale, non ci sono controindicazioni a praticare attività sportive
per i pazienti con mastocitosi. È da tenere presente, tuttavia, che in alcuni
pazienti uno stress fisico intenso può accentuare i sintomi della mastocitosi.
In tal caso è opportuno che il paziente identifichi ed eviti eventuali fattori
scatenanti (vedi anche risposta a Quali possono essere i fattori scatenanti
una "crisi"?). È possibile, in casi particolari, effettuare una profilassi
con farmaci antistaminici. Infine, quando si svolgono attività sportive all'aperto,
è fondamentale seguire le misure di prevenzione delle punture di imenottero
(vedi anche risposta a Le punture di insetti sono pericolose per
i pazienti con mastocitosi?).
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Sì. In alcuni casi l'esposizione ai raggi solari può avere anche un effetto
benefico sulle lesioni cutanee. Infatti, la P-UVA terapia (che si basa sull'uso
combinato di psoraleni e raggi ultravioletti A) viene spesso utilizzata a
scopo terapeutico, in quanto è in grado di determinare un miglioramento, anche
se temporaneo, delle lesioni cutanee pigmentate.
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Oltre ai Centri della Rete Italiana, esistono numerosi Centri di Riferimento
in Europa e negli Stati Uniti. È possibile trovare delle informazioni su questi
Centri sul sito dell'European Competence
Network on Mastocytosis e su questo stesso sito.
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